Nutrimenti

26 December 2009

Made with molecules: La biochimica come non l’avete mai vista

molecules

Ho scoperto degli oggetti che possono essere una idea simpatica per un futuro regalo. Tutto è iniziato quattro anni fa quando il biochimico Raven Hanna pensò che poteva produrre gioielli in argento ispirandosi ad alcune molecole presenti negli alimenti. Troviamo orecchini, ciondoli che riproducono molecole di antiossidanti, neurotrasmettitori, agonisti vari.

Trovate tutto in mostra su Made with molecules.

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25 December 2009

Nutrizione individuale: ruolo della Nutrigenomica e della Nutrigenetica

http://www.labgrab.com/files/pictures/users/blogs/OMICS.jpg?0

Al recente Convegno SINU di Firenze, una sezione è stata dedicata alla Nutrigenomica e alla Nutrigenetica.

Con il termine nutrigenetica si intende l’individuazione di eventuali variazioni genetiche (polimorfismi) dell’organismo (cioè differente rispetto alla popolazione generale), in risposta all’introduzione di particolari alimenti.

La Nutrigenomica è la scienza che studia come le molecole contenute nei cibi siano in grado di intervenire sul DNA, attivando alcuni geni o al contrario regolandoli negativamente (up- o -down regulation rispettivamente). Alcune delle interazioni tra alimentazione-nutrizione e genetica possono essere importanti e contribuire ai meccanismi molecolari alla base della insorgenza di alcune patologie.

Dalla Nutrigenomica si è arrivati a parlare di nutrizione individuale, cioè ci possiamo porre questi interrogativi:

-Può una sostanza essere un nutriente essenziale per un soggetto e non per un altro?

-Le richieste nutrizionali possono essere diverse in relazione al patrimonio genetico? la risposta è SI.

Nel corso della sessione del convegno sono stati presentati alcuni dati sperimentali ottenuti grazie ai finanziamenti della comunità europea. L’acronimo del progetto The European Nutrigenomics Organisation linking genomics, nutrition and health research che ha permesso lo svolgimento di diverse linee di ricerca è NUGO e per saperne di piu’ ecco il sito.

nutrigenomics

Negli ultimi anni sul web sono comparsi numerosi siti che propongono test genetici e consulenze nutrizionali fino ad arrivare alla DNA-diet.

Si tratta di un campo di ricerca che richiede una grande cautela. Il problema è che sappiamo molto del genoma umano ma non abbastanza. Le interazioni tra nutrienti e geni possono essere molto piu’ complicate di quanto immaginiamo e altrettanto le implicazioni sulla salute.

Numerosi sono anche i risvolti sul piano etico,ecco perchè sono state pubblicate sul sito di NUGO, le Linee guida di bioetica per la ricerca Nutrigenomica. Linee guida stilate al fine di sostenere gli scienziati e addetti ai lavori che conducono ricerche in materia di genomica nutrizionale sugli esseri umani.

Fonti:

-‘DNA diets’ under the microscope

- Overcoming nutrigenomic obstacles. Nutraingredients.com

- junkfoodscience.blogspot

-Labgrab.com

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10 December 2009

Destinazione Firenze

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Stiamo partendo, destinazione Firenze, per partecipare al XXXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) che ha come argomento “Nutrizione, la pietra d’angolo.Fabbisogni nutrizionali e salute nell’epoca del genoma“.
Si parlerà di Nutrigenomica ossia di fattori dietetici capaci di modulare la funzione genica e sarà presentata la revisione dei fabbisogni nutrizionali degli italiani:ossia i nuovi LARN.
Appena saremo di ritorno faremo un dettagliato resoconto di tutte le novità presentate.
A presto!

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7 December 2009

Peptidi vegetali bioattivi: la Lunasin

Torniamo sul tema dei peptidi bioattivi. In questi giorni sono stati diffusi aggiornamenti che riguardano un peptide ricavato dalla soia. Il peptide si chiama lunasin, e ho scoperto che ha un sito interamente dedicato, potenza del marketing!

Cercando informazioni, ho scoperto che il peptide a cui vengono atttribuite proprietà antiinfiammatorie e numerosi altri ruoli protettivi, è presente anche in altre piante, tra cui l’orzo e il grano.

Se ci chiediamo se sia biodisponibile, la risposta è affermativa. In 5 volontari che avevano assunto 50 g di proteine di soia, è stata quantificata la presenza di lunasin nel plasma dei soggetti. Una notizia importante perchè il peptide è composto di 45 aminoacidi e siamo soliti leggere che durante la digestione, i peptidi contenuti negli alimenti vengono idrolizzati dalle proteasi e che l’assorbimento a livello della mucosa intestinale permette il passaggio di aminoacidi e piccoli peptidi, escludendo l’ingresso di molecole che hanno un peso molecolare maggiore.

Per saperne di piu’ su questo peptide:

-Lunasin: A Novel Cancer Preventive Seed Peptide
-
Presence of lunasin in plasma of men after soy protein consumption.

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17 November 2009

Nutrizione molecolare

molecular-sandwich

Lo vedi cosa combinano i nutrizionisti molecolari? :)

Via

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14 November 2009

Oggi a Roma il Nutrition Camp

Ho partecipato in passato a due Food Camp. Ricordo con piacere il primo in assoluto Bar camp dedicato al Food a cui ho partecipato attivamente a San Martino in Pensilis. Poi il secondo a Gavardo in compagnia di amici food blogger e food producer bloggers. Mi sarebbe piaciuto oggi essere a Roma e partecipare al primo Nutrition Camp. Scadenze varie di lavoro e impegni familiari mi hanno impedito di partire per Roma. L’appuntamento è a partire dalle ore 10:00 alle 16:00 presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia “Federico Caffè” (Università degli Studi Roma Tre, in Viale Leonardo da Vinci, angolo Via Silvio d’Amico, Roma).
Trovate il programma degli interventi programmati in questa pagina.
In prevalenza leggo interventi su temi ambientali, noto l’assenza dei tanti bloggers che scrivono di cibo, vino, ricette ma affrontano anche temi nutrizionali e legame con le filiere produttive.
Comunque per chi come me non potrà essere presente ma è interessato a seguire, è previsto un live blogging e aggiornamenti sullo svolgersi della giornata attraverso la pagina twitter di BarillaCFN, organizzatrice dell’evento.

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8 November 2009

Tagatosio: a novel sugar

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La scoperta del tagatosio o più precisamente D-tagatosio risale agli inizi del 1990 ad opera di Gilbert Levin; è uno zucchero da un punto di strutturale molto simile al fruttosio, infatti è un epimero del L-fruttosio in C-4.

A temperatura ambiente è una polvere cristallina bianca solubile in acqua, dal sapore zuccherino. E’ naturalmente presente in natura ma in piccolissime quantità, quindi la sua estrazione risulta sicuramente non economica.

Attualmente il tagatosio è prodotto su larga scala a livello industriale in un processo multistadio a partire dal lattosio da siero di latte. Il tagatosio viene prodotto per isomerizzazione del galattosio ottenuto da idrolisi enzimatica del lattosio. Sebbene la reazione chimica sia un processo economico, tuttavia richiede condizioni di temperatura e pressioni troppo elevate. Per questo motivo negli ultimi anni è aumentato l’interesse per una produzione alternativa del tagatosio per via microbica (Roe HJ. et al. 2000).
L’interesse nei confronti del tagatosio nasce dal fatto che sebbene abbia un potere dolcificate simile a quello del saccarosio (ossia pari a 0,92, contro 1 del saccarosio) questa molecola viene solo parzialmente assorbito a livello intestinale (circa 80% non viene assorbita). Circa il 20% del tagatosio assorbito viene eliminato con le urine. Il resto viene metabolizzato nel fegato a CO2 seguendo le vie metaboliche del fruttosio.Ciò fa sì che il tagatosio fornisca meno calorie rispetto al saccarosio (1,5kcal/g contro 4kcal/g del saccarosio). Poiché ha un gusto simile a quello dello zucchero e non ha retrogusto, il tagatosio può essere quindi utilizzato come dolcificante ipocalorico di massa.

Inoltre negli ultimi anni stanno emergendo altre interessanti proprietà che rendono il tagatosio un ingrediente in alimenti funzionali :
• Effetti Prebiotici. E’ stato dimostrato che il tagatosio non assorbito a livello del colon viene fermentato dalla microflora batterica, con formazione di acidi grassi a corta catena (SCFAs),soprattutto butirrato, che favoriscono l’incremento della flora batterica “buona” (lattobacilli e acido-lattico batteri) a scapito di quella “cattiva” (Bertelsen H,1999)
• Non è cariogenico. Viene molto lentamente fermentato dalla flora batterica orale, con azione acariogena e preventiva nei confronti della placca dentaria stessa.
• Azione ipoglicemizzante. Il consumo di D-tagatosio non induce l’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue o dei livelli di insulina. Inoltre recenti studi hanno evidenziato che l’assunzione di tagatosio è in grado attenuare la risposta glicemica indotta dal glucosio o saccarosio, svolgendo un’azione ipoglicemizzante( Lu Y et al. 2008) . Sebbene i meccanismi molecolari alla base dell’effetto ipoglicemizzante esercitato dal tagatosio non siano del tutto noti, è stato suggerito che la migliorata tolleranza al glucosio dopo pretrattamento con d-tagatosio sia dovuta ad un’aumentata sensibilità all’insulina, ad un compromesso assorbimento gastrointestinale di glucosio (mediante una inibizione degli enzimi deputati alla digestione di carboidrati complessi) (Figura). Il tagatosio agirebbe anche a livello epatico, dove sembra essere in grado di stimolare l’uptake di glucosio e la sintesi del glicogeno e inibire la glicogenolisi. ( Lu Y et al. 2008)

Possibili applicazioni del tagatosio. Le proprietà biologiche e le caratteristiche organolettiche del tagatosio ne suggeriscono l’uso come dolcificante per diabetici, prebiotico ed edulcorante in prodotti dolci non cariogenici e a basso contenuto calorico (prodotti dolciari, bevande analcoliche, prodotti per la prima colazione, chewingum). Attualmente in commercio si trovano marmellate, cioccolate, bevande contenenti tagatosio (es.brand name Tagatesse® e Naturlose ®).Ad esempio la Pepsi l’ha utilizzato nella nuova bibita light Slurpee insieme all’eritrolo.

A tal proposito risulta interessante citare il lavoro condotto da Taylor et al. sull’ idoneità del tagatosio come succedaneo del saccarosio nella produzione di prodotti da forno ( Taylor TP et al. 2008).Diverse tipologie di biscotti ottenuti utilizzando esclusivamente saccarosio, o tagatosio o miscele di entrambi i dolcificanti, sono stati analizzati a livello delle proprietà reologiche, come impasto e prodotto finito in termini di estensione, colore e durezza. In conclusione lo studio ha riportato che le migliori condizioni si osservano nei biscotti ottenuiti utlizzando una miscela di tagatosio/saccarosio al 50%.
Il tagatosio può trovare impiego anche come eccipiente dolcificante ipocalorico in farmaci che altrimenti risulterebbero di sgradevole sapore (es. sciroppi); ulteriori possibili utilizzi del tagatosio sono nell’ambito della cosmesi (es.rossetti)

Attualmente tutte le ricerche condotte sull’uso del tagatosio non hanno rilevato nessun inconveniente nel suo utilizzo. Sono stati condotti numerosi test di carcinogenicità(test di Ames, test di mutazioni in linfoma murino, ed un test in vitro sulle cellule ovariche di Chinese hamster)per verificare la sua sicurezza ed eventuali forme di intolleranza,ma nessuno dei test ha dimostrato un effetto tossico ne mutageno del tagatosio; solamente alcuni soggetti sensibili hanno accusato leggeri disturbi gastrointestinali (flatulenza e effetti lassativi) simili a quelli indotti da altri carboidrati a bassa digeribilità. In gruppi di persone sottoposte ad un elevato consumo di tagatosio( maggiore del 5% die) si è notato un ingrossamento reversibile del fegato, senza evidenti correlazioni patologiche, conseguente all’ accumulo di glicogeno nel fegato. Per questo motivo è stato definito GRAS (Generally Recognized As Safe) dalla FDA americana nell’aprile del 2001 per il suo uso in cibi e bevande e la World Health Organization’s Joint Expert Committee on Food Additives (JECFA) nel giugno del 2004 ha stabilito che relativamente al suo utilizzo fosse riportato in etichetta la sigla ADI(limited acceptable daily intake) “non specificato”.
Dal 14 Dicembre 2005 il tagatosio è stato formalmente approvato come “novel food” dall’Unione Europea senza nessuna restrizione per il suo utilizzo.
Qualcuno ha già trovato prodotti contenenti tagatosio, negli scaffali dei nostri supermercati?

Grazie a Nicola, un ottimo studente del corso di Biochimica degli Alimenti che ha approfondito l’argomento inerente il tagatosio per l’esame e ha contribuito a questo post!

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29 October 2009

Throphelia 2009, the winner is..

L’anno scorso Bone Bone,quest’anno Throphelia 2009 ha decretato il Vermuth spray come prodotto innovativo nell’ambito del progetto europeo Truefood. Vincitori gli studenti universitari dell’Università di Milano. La squadra eletta vincitrice dalla giuria partecipera’ nel 2010 al concorso europeo Trophelia europe.

Il secondo posto è andato a un prodotto marchigiano, il Ciauscolo probiotico ideato dagli studenti della squadra «Pro Bio Life» dell’Università di Camerino – Interfacoltà di Scienze, Tecnologia e Farmacia. Il Ciauscolo Igp grazie all’aggiunta di probiotici assume un valore salutistico, l’innovazione riguarda l’aggiunta di ceppi batterici probiotici brevettati.

Al terzo posto «Ovis Molis» della Facoltà di Agraria di Parma con «Yo tube»: uno yogurt ad alta viscosità grazie a sfere di alginato che contengono al loro interno purea di frutta.

Via

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22 October 2009

Dove sarò il 27 ottobre?

In Ancona, presso la Loggia dei Mercanti, tra i relatori del convegno "A tavola non s’invecchia".  Full immersion in questi giorni su fibre vegetali, pectine,betaglucani, cellulosa, inulina, visto che mi è stato chiesto di trattare l’argomento Fibre alimentari e salute.

Se passate da quelle parti, ci incontriamo.

Cosa abbiamo scritto in passato sulle Fibre vegetali? ecco i links: Inulina e Fibre vegetali.

programma convegno

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21 October 2009

NutriClinica:XIII Corso Nazionale ADI

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Siamo in partenza!

Infatti, oggi inizia il XIII Corso Nazionale organizzato dall’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ) che ha come argomento la NutriClinica.

Si svolge a Roma e durerà fino al 24 Ottobre. Il Corso sarà strutturato in sessioni plenarie e in quattro moduli formativi monotematici che tratteranno, in sessioni parallele ed a numero chiuso, diversi argomenti di rilevanza nutrizionale:
- Dislipidemie e obesità
- DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)
- MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali)
- Ristorazione ospedaliera
- Alimentazione ed attività motoria

Noi saremo presenti , anche perchè la nostra collega Letizia Saturni interverrà come relatrice.

Le premesse quindi sono ottime !…Poi vi faremo sapere come è andata!

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