Nutrimenti

Archivio della Categoria 'Food Biochemistry News'

14 February 2010

Gli effetti del succo di arance rosse in modelli animali di obesità

Il bello della rete, la possibilità di conoscere persone che hanno interessi comuni, scambiare dati e informazioni con ricercatori che condividono i tuoi stessi campi di ricerca.
E’ quello che mi è accaduto qualche giorno fa dopo aver scritto un post su Trashfood sulle arance e loro proprietà nutrizionali.

E’ arrivato il commento di Lucilla Titta, ricercatrice dell’Università di Milano. Tra le sue aree di interesse vi sono la ricerca delle correlazioni tra alimentazione e salute, con particolare attenzione agli effetti di diete arricchite in antiossidanti tramite studi in vivo e in vitro.

Lucilla ha pubblicato un interessante lavoro sulle proprietà protettive del succo delle arance della varietà Moro e ha accettato il mio invito a parlarci dell’argomento. (more…)

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25 December 2009

Nutrizione individuale: ruolo della Nutrigenomica e della Nutrigenetica

http://www.labgrab.com/files/pictures/users/blogs/OMICS.jpg?0

Al recente Convegno SINU di Firenze, una sezione è stata dedicata alla Nutrigenomica e alla Nutrigenetica.

Con il termine nutrigenetica si intende l’individuazione di eventuali variazioni genetiche (polimorfismi) dell’organismo (cioè differente rispetto alla popolazione generale), in risposta all’introduzione di particolari alimenti.

La Nutrigenomica è la scienza che studia come le molecole contenute nei cibi siano in grado di intervenire sul DNA, attivando alcuni geni o al contrario regolandoli negativamente (up- o -down regulation rispettivamente). Alcune delle interazioni tra alimentazione-nutrizione e genetica possono essere importanti e contribuire ai meccanismi molecolari alla base della insorgenza di alcune patologie.

Dalla Nutrigenomica si è arrivati a parlare di nutrizione individuale, cioè ci possiamo porre questi interrogativi:

-Può una sostanza essere un nutriente essenziale per un soggetto e non per un altro?

-Le richieste nutrizionali possono essere diverse in relazione al patrimonio genetico? la risposta è SI.

Nel corso della sessione del convegno sono stati presentati alcuni dati sperimentali ottenuti grazie ai finanziamenti della comunità europea. L’acronimo del progetto The European Nutrigenomics Organisation linking genomics, nutrition and health research che ha permesso lo svolgimento di diverse linee di ricerca è NUGO e per saperne di piu’ ecco il sito.

nutrigenomics

Negli ultimi anni sul web sono comparsi numerosi siti che propongono test genetici e consulenze nutrizionali fino ad arrivare alla DNA-diet.

Si tratta di un campo di ricerca che richiede una grande cautela. Il problema è che sappiamo molto del genoma umano ma non abbastanza. Le interazioni tra nutrienti e geni possono essere molto piu’ complicate di quanto immaginiamo e altrettanto le implicazioni sulla salute.

Numerosi sono anche i risvolti sul piano etico,ecco perchè sono state pubblicate sul sito di NUGO, le Linee guida di bioetica per la ricerca Nutrigenomica. Linee guida stilate al fine di sostenere gli scienziati e addetti ai lavori che conducono ricerche in materia di genomica nutrizionale sugli esseri umani.

Fonti:

-‘DNA diets’ under the microscope

- Overcoming nutrigenomic obstacles. Nutraingredients.com

- junkfoodscience.blogspot

-Labgrab.com

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24 August 2009

Booster Broccoli

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I broccoli e le altre brassicacee sono tra gli ortaggi piu’ studiati per la presenza di numerosi micronutrienti tra cui antiossidanti e i glucosinolati. Conoscete altre verdure che hanno un sito internet dedicato a loro e alle molecole che contengono?

Dopo dieci anni di ricerca,il gruppo di scienziati e agronomi del del Victorian Department of Primary Industry in partnership con The New Zealand Institute for Plant & Food Research, sono riusciti ad ottenere un nuovo tipo di ortaggi chiamati Booster Broccoli. Essi contengono il 40% in piu’ di sulforafane rispetto alle altre varietà di broccoli.

sulforafaneIl sulforafane è un isotiocianato abbondantemente presente nei vegetali appartenenti alla famiglia delle Crucifere. Molte attività biologiche sono state ascritte a questo composto, come l’inibizione degli enzimi del citocromo P450 e l’induzione degli enzimi di fase II in modelli animali. Recenti studi hanno inoltre evidenziato che il sulforafane è in grado di indurre apoptosi e di bloccare del ciclo cellulare in cellule tumorali umane coltivate in vitro.

Prima di Booster Broccoli era arrivato Bimi anche lui definito un super FOOd per il suo contenuto peculiare in acidi grassi essenziali, vitamine, antiossidanti, glucosinolati e zinco.

Via

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31 December 2008

Le ciclodestrine

ciclodestrina

Le Ciclodestrine (α,γ, β) sono una famiglia di oligosaccaridi ciclici formati da 6, 7 o 8 monomeri di D-(+)glucopiranosio uniti tra loro con un legame α,1-4 glucosidico e chiusi ad anello. Le ciclodestrine sono prodotti derivati dall’amido. La loro sintesi avviene per azione di un enzima, la ciclodestrina glicosiltransferasi (CGTasi). Questo enzima è presente solo nei batteri tra cui il Bacillus circulans. Le ciclodestrine trovano numerose applicazioni industriali nel settore chimico – alimentare, chimico – tessile, farmaceutico, cosmetico e dietetico – alimentare. Sono utilizzate per stabilizzare aromi ed altre componenti degli alimenti.
Una delle applicazioni delle ciclodestrine in campo alimentare è da mettere in relazione alla loro struttura cava a tronco di cono che permette di ospitare molecole liposolubili come il colesterolo, separandolo dalla materia grassa. Le interazioni ciclodestrine-colesterolo permettono loro di rimuovere il colesterolo dal burro. Successivamente il complesso colesterolo/ciclodestrina viene allontanato dalla matrice lipidica del burro mediante centrifugazione.

struttura della ciclodestrina

Viste le numerose applicazioni, le ciclodestrine sono oggetto di studi finalizzati alla produzione di questi carboidrati anche in piante che non le producono naturalmente. Nelle patate è stato inserito da Brar et al (1996) un gene che codifica per l’enzima glicosiltransferasi batterica (CGT), in grado di convertire dallo 0.001 allo 0.01% di amido in ciclodestrina.

Bibliografia:

-Structure–function relationship in cyclodextrin glycosyltransferase from Bacillus circulans DF 9R, Carbohydrate Research, Volume 344,74-79 (2009)

-Gamma cyclodextrin as a novel food ingredient -food additive

- Brar D.S., Ohtani T. and H. Uchimiya (1996). Genetically engineering plants for quality improvement. Biotechnology and Genetic Engineering Reviews. 13: 167-179.

-Production of Cyclodextrins, a Novel Carbohydrate, in the Tubers of Transgenic Potato Plants, Bio/Technology 9, 982 – 986 (1991)

-Il burro tra tradizione e innovazione

-Cyclodextrin

- Associazione Italiana Chimica e Tecnologia delle Ciclodestrine

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21 March 2008

D come diacetile

popcorn

L’attenzione sul diacetile è iniziata diversi anni fa quando questa molecola è stata riconosciuta come un fattore che contribuisce alle patologie polmonari dei lavoratori esposti ai vapori negli ambienti di lavoro, per la precisione gli impianti in cui si producono butttered popcorn pronti da cucinare al micro-onde. Quindi parliamo di diacetile che viene inalato e a contatto con i bronchioli, prova delle alterazioni strutturali e funzionali. Ecco perché la patologia è stata anche chiamata come “polmonite dei lavoratori del popcorn”. L’Agenzia di Protezione dell’Ambiente americana (EPA) ha cominciato a studiare i fumi rilasciati dal riscaldamento di questi prodotti.

Mentre la FDA annovera ancora il diacetile nella sua lista di sostanze “generalmente riconosciute sicure”, a livello europeo l’EFSA ha pubblicato un’opinione su alcune sostanze aromatizzanti, tra cui alcuni composti chimici del gruppo 10, quello del diacetile, che potrebbero avere effetti avversi per la salute, ma di cui bisogna valutare attentamente i livelli di assunzione.

Recentemente utilizzando modelli animali, si è confermato che i vapori contenti il diacetile causano danni polmonari.

Due aziende produttrici, la ConAgra Foods Inc e il Weaver Popcorn Co Inc, hanno dichiarato l’intenzione di voler smettere di usare diacetile.

Dagli impianti di produzione dei popcorn l’attenzione si è spostata ora alle cucine di caffetterie e ristoranti di New York per verificare gli ambienti e le condizioni dei lavoratori che usano prodotti contenenti il diacetile (2,3-Butanedione).

diacetile

Andiamo con ordine. Il diacetile (2,3-Butanedione) è un chetone volatile. Metilchetoni e lattoni sono presenti a vari livelli nel burro fresco a basse concentrazioni e appena percepibili dal nostro gusto. Quando il burro si riscalda, si ha un aumento della liberazione di queste molecole e un effetto sinergico tra esse. Si formano anche prodotti della reazione di Maillard. Ne risultano sostanze volatili che contribuiscono al caratteristico sapore che contraddistingue i prodotti da forno.

In quali altri prodotti viene aggiunto il diacetile oltre ad alcuni marchi di popcorn?
Viene inserito in prodotti dolciari, surrogati vari del burro come grassi, margarine e oli se si vuole che durante la cottura si sprigionino aromi che ricordano quelli che conferisce il burro.

Che livelli di diacetile si liberano nell’ambiente quando si usano prodotti buttery-flavoured?
La risposta la fornisce un test applicato ad alcuni di essi. Si tratta di oli e margarine non in vendita in Italia ma ci serve per riflettere sui livelli di questi aromi.

Nei campioni di burro naturale sottoposto a riscaldamento, si è avuta la formazione di diacetile in queste quantità: dalle 2 alle 4 ppm

Nelle margarine esaminate i livelli sono risultati tra 7 ppm e 180 ppm

In altri prodotti si arriva a livelli decisamente maggiori. Uno spray buttered-flavoured ha rilasciato 164 ppm di diacetile.

Gli oli professionali Butter-flavored avevano valori tra 23 ppm e 234 ppm.

Due tipi di oili usati per cucinare i popcorn rilasciavano da 1,062 ppm a 1,125 ppm di Diacetile.

Fonti: Diacetil test

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21 February 2008

Ortaggi arcobaleno

broccoli colorati

Non è merito del photoshop. I cavolfiori della foto sono il frutto del lavoro di alcuni scienziati della Syngenta che hanno sviluppato le varianti che a differenza delle bianche tradizionali sono arancione, viola e verde. I cavolfiori “arcobaleno” mantengono il loro colore anche dopo la loro cottura e hanno lo stesso sapore delle varietà normali. I colorati cavolfiori non sono il risultato di ingegneria genetica, ma derivano da incroci selettivi tradizionali. Leggo sul Daily Mail di due giorni fa che presto, probabilmente entro l’anno, saranno disponibili in commercio in supermercati e nei mercati europei. Ma non sono affatto una novità. Dove ho già visto broccoli di colore arancione? Ah si, sul sito della Cornell University. Negli Usa sono già in commercio nei farmer’s market. Si trovano perfino gialli.

Vediamo qualche aspetto biochimico. Quali molecole contribuiscono al colore aranciato? e rispettivamente al colore viola? Non è complicato. Il cavolfiore arancione ha livelli di beta carotene superiori, circa 25 volte, rispetto al cavolfiore bianco. Il colore viola è dovuto alla presenza di antociani, sostanze antiossidanti e protettive nei confronti delle malattie cardiovascolari. Pertanto le modificazioni apportate possono aumentare le proprietà salutistiche di questi ortaggi la cui composizione chimica è stata oggetto di grande attenzione negli ultimi quindici anni.Tutto è iniziato con la scoperta delle sostanze solforate come il sulforafane e i glucosinolati. I broccoli e le altre brassicacee sono diventati tra gli ortaggi piu’ studiati. Conoscete altre verdure che hanno un sito internet dedicato a loro e alle molecole che contengono? E dalla ricerca sulle molecole e i loro meccanismi allo sfornare integratori a base di sulforafane il passo è stato breve e in rete si trovano moltissimi prodotti. L’alternativa ai broccoli? non sto scherzando, alcuni l’hanno chiamato Broccoplus™ che viene presentato come un prodotto che offre i benefici di BroccoPhane ™ e BroccoSinolate ™.

BroccoPlus e integratori a base di sulforafane

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12 February 2008

2008, Anno internazionale della patata

Logo 2008, anno internazionale della patata

Anche Nutrimenti partecipa con i suoi posts alla divulgazione su apsetti nutrizionali ed economici di uno dei tuberi piu’ importanti nell’alimentazione umana. Sapevate che il 2008 è stato dichiarato dalla Fao l’anno internazionale della patata? E se pensate che le patate contengano quasi esclusivamente amido, allora non conoscete le numerose varietà di questo tubero.
Mai visto patate blue o arancioni perchè ricche di beta-carotene?

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19 October 2007

Nutri-snack

Conterrà carotenoidi, chinoni, flavonoidi, polifenoli e allicine, composti di cui sono note le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie in studi condotti in vitro. Inoltre non mancheranno livelli controllati e bilanciati di lipidi, carboidrati e proteine. Sarà un prodotto che dovrà essere anche piacevole al gusto e caloricamente bilanciato. Si chiamerà probabilmente Nutri-snack e sarà al gusto di cacao e alla frutta. Calma. Il progetto è solo iniziato e durerà tre anni. Prevede una parte di ricerca di base: dalla selezione degli organismi fotosintetici (piante ed alghe alla individuazione delle condizioni colturali in vitro per la produzione dei metaboliti di interesse fino alla messa a punto di tecniche di estrazione compatibili con l’alimentazione umana. Nella parte di ricerca applicata, verranno sviluppati biosensori e bioreattori necessari per l’analisi e la produzione su larga scala del materiale vegetale da utilizzare come materia prima per realizzare i nutraceutici. Il budget a disposizione è di 5 milioni di euro ed il coordinamento scientifico è stato affidato alla Dott. Maria Teresa Giardi dell’Istituto di Cristallografia (Ic) del Cnr di Montelibretti (Rm).

Fonte:Unipi.it

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9 September 2007

Amine eterocicliche

Si torna a parlare di amine eterocicliche e della loro formazione nella carne esposta ad alte temperature. Nuove azioni legali contro i fast food? sembra proprio di si.

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