Nutrimenti

Archivio della Categoria 'Fitonutrienti'

27 February 2010

Indici di qualità nutrizionale degli alimenti: l’algoritmo NuVal e i punteggi Andi

Ho imparato un termine nuovo, Nutritarian. In poche parole, il nutritarian è quella persona che non si ferma alle sole calorie dei prodotti, legge attentamente le etichette e desidera conoscere la qualità nutrizionale dei cibi e i micronutrienti contenuti.

Il nutritarian riconosce al cibo un ruolo importante, sa che ci sono dei micronutrienti il cui apporto è fondamentale per prevenire molte malattie e ne tiene conto nelle proprie scelte alimentari. Sa quali grassi vanno usati con moderazione, conosce il significato del termine indice glicemico. Il nutritarian privilegia quindi una alimentazione ricca di alimenti con un alto contenuto in micronutrienti a parità di calorie quindi verdure, verdure colorate, e frutta fresca.

Ho incontrato il termine nutritarian mentre stavo cercando degli indici di qualità nutrizionale, mi sono imbattuta così nel NUVal che conoscevo già e nell’ONQI, algoritmo progettato per generare un punteggio basato sui livelli di micronutrienti e macronutrienti di un alimento.
Il NUVAL è compreso tra 0 e 100 ed è calcolato sulla base di 30 nutrienti tra cui i bioflavonoidi, carotenoidi, acidi grassi trans, acidi grassi omega 3. Calcolato il NUVAl si può fare una classifica dei cibi di varie categorie alimentari (ad esempio, pane, cereali, dessert surgelati, ecc).

Nuval
Ho trovato anche l’Aggregate Nutrient Density Index (ANDI) e il Menu Aggregate Nutrient Density Index (MANDI). L’ANDI è compreso tra 0 e 1000 e calcola il rapporto della densità nutrizionale rispetto alle calorie.

Negli USA alcune catene di supermercati hanno introdotto etichette con i valori dell’Andi, altri con il Nuval.

Ecco spiegato cosa accade al supermarket.

Fonti: foodrenegade.com NUVAl, ANDI score

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14 February 2010

Gli effetti del succo di arance rosse in modelli animali di obesità

Il bello della rete, la possibilità di conoscere persone che hanno interessi comuni, scambiare dati e informazioni con ricercatori che condividono i tuoi stessi campi di ricerca.
E’ quello che mi è accaduto qualche giorno fa dopo aver scritto un post su Trashfood sulle arance e loro proprietà nutrizionali.

E’ arrivato il commento di Lucilla Titta, ricercatrice dell’Università di Milano. Tra le sue aree di interesse vi sono la ricerca delle correlazioni tra alimentazione e salute, con particolare attenzione agli effetti di diete arricchite in antiossidanti tramite studi in vivo e in vitro.

Lucilla ha pubblicato un interessante lavoro sulle proprietà protettive del succo delle arance della varietà Moro e ha accettato il mio invito a parlarci dell’argomento. (more…)

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24 August 2009

Booster Broccoli

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I broccoli e le altre brassicacee sono tra gli ortaggi piu’ studiati per la presenza di numerosi micronutrienti tra cui antiossidanti e i glucosinolati. Conoscete altre verdure che hanno un sito internet dedicato a loro e alle molecole che contengono?

Dopo dieci anni di ricerca,il gruppo di scienziati e agronomi del del Victorian Department of Primary Industry in partnership con The New Zealand Institute for Plant & Food Research, sono riusciti ad ottenere un nuovo tipo di ortaggi chiamati Booster Broccoli. Essi contengono il 40% in piu’ di sulforafane rispetto alle altre varietà di broccoli.

sulforafaneIl sulforafane è un isotiocianato abbondantemente presente nei vegetali appartenenti alla famiglia delle Crucifere. Molte attività biologiche sono state ascritte a questo composto, come l’inibizione degli enzimi del citocromo P450 e l’induzione degli enzimi di fase II in modelli animali. Recenti studi hanno inoltre evidenziato che il sulforafane è in grado di indurre apoptosi e di bloccare del ciclo cellulare in cellule tumorali umane coltivate in vitro.

Prima di Booster Broccoli era arrivato Bimi anche lui definito un super FOOd per il suo contenuto peculiare in acidi grassi essenziali, vitamine, antiossidanti, glucosinolati e zinco.

Via

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9 August 2009

Hamburger al licopene

Alcuni ricercatori spagnoli (Garcia ML et al. 2009) hanno formulato un hamburger ottenuto aggiungendo come ingrediente buccia pomodoro..…….l’obiettivo, vi chiederete? Ottenere un alimento arricchito in licopene, utilizzando scarti di produzione dell’industria del pomodoro.
Gli autori hanno riportato che aggiungendo circa il 4,5% di buccia di pomodoro all’hamburger, i livelli di licopene raggiungono circa 4,9mg/100gr.
Il licopene appartiene alla famiglia dei carotenoidi, ossia pigmenti gialli arancioni e rossi sintetizzati dalle piante. E’ una molecola molto studiata soprattutto per le sue proprietà antiaterogeniche e chemoprotettive.

Studi in vitro hanno dimostrato che il licopene è un potente antiossidante (2 volte più potente del beta carotene e 10 volte più potente dell’alfa tocoferolo) ed è in grado di inibire la crescita di cellule tumorali. Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che l’apporto dietetico di licopene è associato a un minor rischio di vari tipi di tumore soprattutto alla prostata . Recenti studi hanno suggerito che il licopene possa svolgere un ruolo importante anche nel trattamento dei tumori.

Le fonti naturali di licopene sono soprattutto i frutti e i vegetali rossi e in particolare il pomodoro e i suoi derivati. Il suo contenuto nei pomodori si modifica a seconda della varietà ed aumenta con la maturazione del frutto; tuttavia i livelli di licopene riportati sono circa 3,5 mg/100g (2,7-9,3 mg/100gr). Anche i derivati del pomodoro quali ketchup (9,9-17,2mg/100gr), sugo (13,1-19,7mg/100gr) sono ottime fonti di licopene. L’ assimilazione del licopene nell’organismo dipende dal tipo di prodotto che viene consumato. Il licopene, come gli altri carotenoidi, negli alimenti sono associati alle proteine della matrice delle cellule vegetali; pertanto l’omogenizzazione e la cottura distruggendo la matrice delle piante aumentano la biodisponibilità dei carotenoidi presenti. E’ stato dimostrato che l’aggiunta di olio a pomodoro riscaldato determina un aumento delle concentrazioni di licopene nel sangue rispetto al consumo di solo pomodoro.

Non è semplice stimare i livelli medi di licopene assunti giornalmente. Negli Stati Uniti, i valori riportati variano da 3,3 a 6,5 mg.
Per quanta riguarda i Pesi Europei, i valori medi di assunzione giornaliera riportati sono:
Inghilterra 1,1 mg/die
Spagna 1,6mg/die
Francia 4,7 mg/die
Olanda 4,8 mg/die
Irlanda 7,7 mg/die

Come possiamo osservare i valori riportati in letteratura sono molto diversi nei diversi Paesi; questa eterogeneità è legata sia alle diverse abitudini alimentari e stili di vita sia alle diverse metodologie di valutazione del consumo.
Nella figura sono rappresentati i principali alimenti che contribuiscono all’intake di licopene nella normale alimentazione (Porrini M et al. 2005).

Quanto licopene dovremmo assumere ?

Le raccomandazioni dietetiche internazionali inizialmente suggerivano di assumere circa 25-30 mg licopene al giorno. Studi più recenti hanno riportato valori inferiori ossia circa 5-10mg/die. Tuttavia non esiste una RDA per il licopene.

Assumere 5-10mg di licopene al giorno non è difficile !

……bastano 200 gr di pomodoro fresco (1 pomodoro grande) (6 mg licopene), oppure patatine + 30 gr di di ketchup (3 bustine) (4,8mg licopene) oppure pasta o pizza +40 gr di sugo di pomodoro (5 mg licopene) oppure……. 100grammi di hamburger arricchito con buccia di pomodoro (4,9 mg)

P.S. L’introduzione della buccia di pomodoro conferisce all’hamburger anche un colore arancione e modificazioni delle proprietà sensoriali del prodotto.
…………..voi che ne dite ???

-Garcia ML et al. Beef hamburgers enriched in lycopene using dry tomato peel as an ingredient . Meat Science 83:45-49
-Rao AV, Fleshner N, and Agarwal S, Nutrition and Cancer 33 159 (1999)
-Agarwal S, Rao V A. Tomato Lycopene and its role in human health and chronic diseases. CMAJ 2000 163 (6):739-44.
-Giovannucci E Tomatoes, tomato-based products, Lycopene and cancer: review of the epidemiologic literature. Journal of the National Cancer Institute 1999 91:317-31
-Porrini M et al. What Are Typical Lycopene Intakes? J. Nutr. 135: 2042S–2045S, 2005
-http://trashfood.com/2008/08/rosso-licopene.html

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21 June 2009

Il falcarinolo e i topi BDIX

Diciamo che è la settimana del falcarinolo, ecco alcuni titoli apparsi ieri on line :

-Carote per combattere il tumore Il Tempo

-Le carote? Meglio non tagliarle Corriere.it

I soliti titoli sensazionali, ma ho cercato comunque di approfondire l’argomento e sono arrivata al sito di NutrEvent,una conferenza su salute e nutrizione che si è svolta a Lille (Francia). In occasione dell’evento sono stati anticipati i risultati di uno studio che ha dimostrato che durante la cottura delle carote, i livelli di alcuni fitonutrienti dimininuiscono. Niente di nuovo, ma stavolta tra i composti particolare attenzione è stata riservata ai livelli di falcarinolo, una molecola che già da diversi anni è studiata per le sue proprietà protettive da diversi gruppi di ricerca, tra cui quello diretto dalla Dr. Kirsten Brandt della University of Newcastle upon Tyne (UK).

Kirsten Brandt

I ricercatori hanno scoperto che le carote bollite intere contengono il 25% di falcarinolo in più di quelle tagliate prima della cottura. Esperimenti successivi condotti sui ratti hanno dimostrato un minor numero di lesioni nel colon dei ratti a cui erano state somministrate le carote cucinate intere. I ratti su cui è stato condotto lo studio, sono ratti predisposti geneticamente ad ammalarsi di cancro al colon.


Cos’è il falcarinolo?

falcarinolo
E’ uno dei numerosi fitonutrienti sintetizzato nelle piante. E’ un composto alifatico bioattivo a 17 atomi di carbonio. Si tratta di una delle sostanze che la pianta sintetizza per difendersi da funghi, batteri. In particolare la sua presenza è descritta nelle Apiaceaee, il falcarinolo è presente anche nel prezzemolo e sedano. Alcuni studi hanno dimostrato che i suoi livelli variano tra diversi tipi di carote, il falcarinolo è presente a concentrazioni comprese tra 0.70 to 4.06 mg/100 g.


Il falcarinolo è un composto biodisponibile?
Si, lo hanno dimostrato ricerche recenti condotte su un gruppo di soggetti a cui era stata somministrato succo di carote a diverse concentrazioni (4, 8 and 12 mg falcarinol). I livelli di falcarinolo nel sangue raggiungevano circa 1 and 2.5 ng/ml plasma dopo 2 ore.

Per quanto riguarda gli effetti sull’uomo, in passato è stato descritto come una sostanza tossica, ma questo effetto dipende ovviamente dalle elevate concentrazioni. Possiamo quindi includere il falcarinolo tra le molecole sintetizzate in natura, ma non per questo è automaticamente benefica e priva di effetti indesiderati. Il falcarinolo sarebbe letale se mangiassimo 400 kilogrammi di carote, assai improbabile. A livelli molto piu’ bassi, al contrario il falcarinolo viene descritto come una sostanza protettiva.

Già nel 2005, il gruppo di ricerca della Dr. Kirsten Brandtaveva pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry alcuni dati sulla presenza del falcarinolo nelle carote e i suoi effetti sulla formazione di lesioni nei ratti trattati con diverse preparazioni contenenti falcarinolo. I ratti su cui è stato condotto il nuovo studio, sono lo stesso modello sperimentale, un modello animale di carcinogenesi chimica (induzione di carcinoma-colorettale in ratti BDIX trattati con azoxymetano (AOM).

Quindi io invito alla prudenza e a evitare titoli sensazionali.

Per saperne di piu’:

Bioactive polyacetylenes in food plants of the Apiaceae family: Occurrence, bioactivity and analysis

-Inhibitory effects of feeding with carrots or (-)-falcarinol on development of azoxymethane-induced preneoplastic lesions in the rat colon.

Bioactivity of falcarinol and its content in carrots

-Che-cos’è naturale. Introduzione

- Sciencedaily.com

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13 May 2009

La Clorofilla

Clorofilla estratta dalle piante

Da cosa dipende il colore verde delle foglie delle piante? dallaclorofilla, un pigmento fotosintetico (clorofilla a, clorofilla b). E’ contenuta nei cloroplasti, quindi troviamo la clorofilla in numerosi ortaggi verdi (spinaci, broccoli, bietole, ecc..). La clorofilla ha un anello di porfirina come il gruppo eme dell’emoglobina, ma al centro troviamo il magnesio al posto del ferro. All’anello è legata la catena del fitolo, che rende la molecola non solubile nell’acqua.

Clorofilla a

Sebbene rispetto ad altri composti e fitonutrienti (fitosteroli, antiossidanti, fitoestrogeni) presenti negli ortaggi sia stata meno studiata, alcune evidenze scientifiche dimostrano che la clorofilla è biodisponibile ed esercita potenziali effetti positivi e ruoli fisiologici nell’organismo umano.

La valutazione del contenuto in clorofilla in matrici alimentari può essere condotta con metodi diversi (spettrofotometria, fluorescenza, HPLC).

Ho trovato una tabella con i contenuti di clorofilla in vari prodotti vegetali (mg/100g).

Tabella- Contenuto in clorofilla in vari prodotti vegetali (mg/100g).

Prezzemolo 170

Spinaci 83

Piselli 9.8

Rapa 52.1

Cetriolo 7.6

Lattuga 81.6

Asparagi verdi 6.3

Peperoni 8.5

Cavoletti di Brussels 8.1

Broccoli 18.5

———————-
La clorofilla è utilizzata anche come colorante alimentare per impartire il colore verde a bibite varie.

Fonti:
-Determination of chlorophyll pigments in crude vegetable oils

-Green vegetables, red meat and colon cancer: chlorophyll prevents the cytotoxic and hyperproliferative effects of haem in rat colon

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7 February 2009

Il sitosterolo

fitosteroli

In questi giorni ho fatto una full immersion sui fitosteroli e sui loro effetti, per rispondere alle domande dei tre referee di una rivista scientifica cui abbiamo spedito un nostro manoscritto sugli effetti in vitro di queste molecole. Gli steroli vegetali sono composti triterpeni componenti strutturali importanti delle membrane delle cellule vegetali: i fitosteroli liberi servono a stabilizzare i bilayers fosfolipidici, hanno lo stesso ruolo ricoperto dal colesterolo nelle membrane delle cellule animali. Sono infatti strutturalmente correlati al colesterolo, ma se ne differenziano a livello della catena laterale. Il beta-sitosterolo, per esempio si differenzia per il gruppo etilico che è in posizione 24 della catena laterale come illustrato nella figura.
Nella ricerca che abbiamo svolto, abbiamo saggiato il ruolo del sitosterolo, campesterolo e stigmasterolo che sono i fitosteroli piu’ presenti negli alimenti e ovviamente i piu’ studiati. Ho letto una decina di nuovi lavori sui fitosteroli che destano una grande attenzione per il loro effetto ipocolesterolemizzante pubblicizzato in Tv o nei media. I prodotti supplementati con fitosteroli, contengono circa 1,6 grammi di steroli vegetali totali.

Ma quali sono le fonti di fitosteroli in natura? Quali sono gli alimenti piu’ ricchi?

Ecco i dati sui livelli di sitosterolo che ho trovato su una banca dati di alimenti.

Contenuto in sitosterolo (mg/100g)

Patata 5
Pomodoro 7
Pera 8
Lattuga 10
Carota 12
cipolla 15
Mela 12
Banana 16
Fichi 31
Arachidi 220
Olio d’oliva 221
Olio di sesamo 865
OLio di mais 968
Mandorla 143

Sono fonti USA (1999), sarebbe utile avere qualche dettaglio in piu’, ma per orientarsi, va bene.

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21 February 2008

Ortaggi arcobaleno

broccoli colorati

Non è merito del photoshop. I cavolfiori della foto sono il frutto del lavoro di alcuni scienziati della Syngenta che hanno sviluppato le varianti che a differenza delle bianche tradizionali sono arancione, viola e verde. I cavolfiori “arcobaleno” mantengono il loro colore anche dopo la loro cottura e hanno lo stesso sapore delle varietà normali. I colorati cavolfiori non sono il risultato di ingegneria genetica, ma derivano da incroci selettivi tradizionali. Leggo sul Daily Mail di due giorni fa che presto, probabilmente entro l’anno, saranno disponibili in commercio in supermercati e nei mercati europei. Ma non sono affatto una novità. Dove ho già visto broccoli di colore arancione? Ah si, sul sito della Cornell University. Negli Usa sono già in commercio nei farmer’s market. Si trovano perfino gialli.

Vediamo qualche aspetto biochimico. Quali molecole contribuiscono al colore aranciato? e rispettivamente al colore viola? Non è complicato. Il cavolfiore arancione ha livelli di beta carotene superiori, circa 25 volte, rispetto al cavolfiore bianco. Il colore viola è dovuto alla presenza di antociani, sostanze antiossidanti e protettive nei confronti delle malattie cardiovascolari. Pertanto le modificazioni apportate possono aumentare le proprietà salutistiche di questi ortaggi la cui composizione chimica è stata oggetto di grande attenzione negli ultimi quindici anni.Tutto è iniziato con la scoperta delle sostanze solforate come il sulforafane e i glucosinolati. I broccoli e le altre brassicacee sono diventati tra gli ortaggi piu’ studiati. Conoscete altre verdure che hanno un sito internet dedicato a loro e alle molecole che contengono? E dalla ricerca sulle molecole e i loro meccanismi allo sfornare integratori a base di sulforafane il passo è stato breve e in rete si trovano moltissimi prodotti. L’alternativa ai broccoli? non sto scherzando, alcuni l’hanno chiamato Broccoplus™ che viene presentato come un prodotto che offre i benefici di BroccoPhane ™ e BroccoSinolate ™.

BroccoPlus e integratori a base di sulforafane

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7 February 2008

La genisteina

gen.jpg

Gli alimenti che esercitano un effetto protettivo contro l’insorgenza di patologie comprendono molti vegetali (fitonutrienti). Le ricerche rivolte allo studio della composizione chimica degli alimenti e dei meccanismi molecolari con cui essi esercitano il loro ruolo protettivo,ha individuato molti fitonutrienti che appaiono esercitare un effetto protettivo sulla salute umana.Molti fitonutrienti sono antiossidanti presenti negli alimenti a basse concentrazioni.
Lo studio dell’attività antiossidante di molecole contenute negli alimenti, rappresenta una linea di ricerca del nostro laboratorio e ci siamo occupati dei fitoestrogeni come la genisteina e la daizeina, molecole che devono il loro nome alle caratteristiche strutturali simili agli estrogeni umani. Se vi interessa conoscere le caratteristiche strutturali e funzionali di queste molecole e i risultati ottenuti nel nostro laboratorio seguitemi. (more…)

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19 October 2007

Nutri-snack

Conterrà carotenoidi, chinoni, flavonoidi, polifenoli e allicine, composti di cui sono note le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie in studi condotti in vitro. Inoltre non mancheranno livelli controllati e bilanciati di lipidi, carboidrati e proteine. Sarà un prodotto che dovrà essere anche piacevole al gusto e caloricamente bilanciato. Si chiamerà probabilmente Nutri-snack e sarà al gusto di cacao e alla frutta. Calma. Il progetto è solo iniziato e durerà tre anni. Prevede una parte di ricerca di base: dalla selezione degli organismi fotosintetici (piante ed alghe alla individuazione delle condizioni colturali in vitro per la produzione dei metaboliti di interesse fino alla messa a punto di tecniche di estrazione compatibili con l’alimentazione umana. Nella parte di ricerca applicata, verranno sviluppati biosensori e bioreattori necessari per l’analisi e la produzione su larga scala del materiale vegetale da utilizzare come materia prima per realizzare i nutraceutici. Il budget a disposizione è di 5 milioni di euro ed il coordinamento scientifico è stato affidato alla Dott. Maria Teresa Giardi dell’Istituto di Cristallografia (Ic) del Cnr di Montelibretti (Rm).

Fonte:Unipi.it

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