Nutrimenti

Archivio della Categoria 'Breaking news'

3 February 2010

Antiossidanti: un Food Database da archiviare

Una risorsa utilissima per tutti coloro che si occupano di antiossidanti, un tema che abbiamo affrontato anche su Nutrimenti. E’ stato publicato l’articolo “The total antioxidant content of more than 3100 foods, beverages, spices, herbs and supplements used worldwide” nella rivista on line Nutrition Journal. Buona lettura!

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23 January 2010

Grassi saturi e patologie cardiovascolari:Non colpevoli

Sulla rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition è stata pubblicata una meta-analisi che dimostra che i grassi saturi non favoriscono le patologie cardiovascolari.

“A meta-analysis of prospective epidemiologic studies showed that there is no significant evidence for concluding that dietary saturated fat is associated with an increased risk of CHD or CVD”.

L’autore è Ronald Krauss uno dei piu’ conosciuti lipidologi. Assisteremo ora alla riabilitazione nutrizionale degli alimenti che li contengono? Mi riferisco soprattutto agli alimenti come il burro che proprio di recente è stato oggetto di una crociata mediatica.

Un ripasso sui Lipidi e sugli acidi grassi.

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25 December 2009

Nutrizione individuale: ruolo della Nutrigenomica e della Nutrigenetica

http://www.labgrab.com/files/pictures/users/blogs/OMICS.jpg?0

Al recente Convegno SINU di Firenze, una sezione è stata dedicata alla Nutrigenomica e alla Nutrigenetica.

Con il termine nutrigenetica si intende l’individuazione di eventuali variazioni genetiche (polimorfismi) dell’organismo (cioè differente rispetto alla popolazione generale), in risposta all’introduzione di particolari alimenti.

La Nutrigenomica è la scienza che studia come le molecole contenute nei cibi siano in grado di intervenire sul DNA, attivando alcuni geni o al contrario regolandoli negativamente (up- o -down regulation rispettivamente). Alcune delle interazioni tra alimentazione-nutrizione e genetica possono essere importanti e contribuire ai meccanismi molecolari alla base della insorgenza di alcune patologie.

Dalla Nutrigenomica si è arrivati a parlare di nutrizione individuale, cioè ci possiamo porre questi interrogativi:

-Può una sostanza essere un nutriente essenziale per un soggetto e non per un altro?

-Le richieste nutrizionali possono essere diverse in relazione al patrimonio genetico? la risposta è SI.

Nel corso della sessione del convegno sono stati presentati alcuni dati sperimentali ottenuti grazie ai finanziamenti della comunità europea. L’acronimo del progetto The European Nutrigenomics Organisation linking genomics, nutrition and health research che ha permesso lo svolgimento di diverse linee di ricerca è NUGO e per saperne di piu’ ecco il sito.

nutrigenomics

Negli ultimi anni sul web sono comparsi numerosi siti che propongono test genetici e consulenze nutrizionali fino ad arrivare alla DNA-diet.

Si tratta di un campo di ricerca che richiede una grande cautela. Il problema è che sappiamo molto del genoma umano ma non abbastanza. Le interazioni tra nutrienti e geni possono essere molto piu’ complicate di quanto immaginiamo e altrettanto le implicazioni sulla salute.

Numerosi sono anche i risvolti sul piano etico,ecco perchè sono state pubblicate sul sito di NUGO, le Linee guida di bioetica per la ricerca Nutrigenomica. Linee guida stilate al fine di sostenere gli scienziati e addetti ai lavori che conducono ricerche in materia di genomica nutrizionale sugli esseri umani.

Fonti:

-‘DNA diets’ under the microscope

- Overcoming nutrigenomic obstacles. Nutraingredients.com

- junkfoodscience.blogspot

-Labgrab.com

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7 December 2009

Peptidi vegetali bioattivi: la Lunasin

Torniamo sul tema dei peptidi bioattivi. In questi giorni sono stati diffusi aggiornamenti che riguardano un peptide ricavato dalla soia. Il peptide si chiama lunasin, e ho scoperto che ha un sito interamente dedicato, potenza del marketing!

Cercando informazioni, ho scoperto che il peptide a cui vengono atttribuite proprietà antiinfiammatorie e numerosi altri ruoli protettivi, è presente anche in altre piante, tra cui l’orzo e il grano.

Se ci chiediamo se sia biodisponibile, la risposta è affermativa. In 5 volontari che avevano assunto 50 g di proteine di soia, è stata quantificata la presenza di lunasin nel plasma dei soggetti. Una notizia importante perchè il peptide è composto di 45 aminoacidi e siamo soliti leggere che durante la digestione, i peptidi contenuti negli alimenti vengono idrolizzati dalle proteasi e che l’assorbimento a livello della mucosa intestinale permette il passaggio di aminoacidi e piccoli peptidi, escludendo l’ingresso di molecole che hanno un peso molecolare maggiore.

Per saperne di piu’ su questo peptide:

-Lunasin: A Novel Cancer Preventive Seed Peptide
-
Presence of lunasin in plasma of men after soy protein consumption.

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29 October 2009

Throphelia 2009, the winner is..

L’anno scorso Bone Bone,quest’anno Throphelia 2009 ha decretato il Vermuth spray come prodotto innovativo nell’ambito del progetto europeo Truefood. Vincitori gli studenti universitari dell’Università di Milano. La squadra eletta vincitrice dalla giuria partecipera’ nel 2010 al concorso europeo Trophelia europe.

Il secondo posto è andato a un prodotto marchigiano, il Ciauscolo probiotico ideato dagli studenti della squadra «Pro Bio Life» dell’Università di Camerino – Interfacoltà di Scienze, Tecnologia e Farmacia. Il Ciauscolo Igp grazie all’aggiunta di probiotici assume un valore salutistico, l’innovazione riguarda l’aggiunta di ceppi batterici probiotici brevettati.

Al terzo posto «Ovis Molis» della Facoltà di Agraria di Parma con «Yo tube»: uno yogurt ad alta viscosità grazie a sfere di alginato che contengono al loro interno purea di frutta.

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22 September 2009

La qualità nutrizionale dei prodotti biologici

Si torna a parlare di prodotti biologici e loro qualità nutrizionale.
Qualcuno ricorderà i commenti seguiti alla pubblicazione del dossier voluto dalla Food Standard Agency e pubblicato circa un mese fa. I prodotti biologici sono piu’ nutrienti di quelli convenzionali? questa ladomanda cui il ricercatore Alan Dangour della London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM) aveva risposto dopo un esame attento della letteratura scientifica. Oggi sono capitata sulla pubblicazione “Nutritional quality an safety of organic food. A review” in “Agronomy for Sustainable Development “(2009) curata da Denis Lairon dell’università Aix-Marseille. Il nuovo studio, commissionato dall’ AFSSA, l’agenzia francese sulla sicurezza alimentare, ha indagato oltre agli aspetti nutrizionali, anche dati riguardanti la sicurezza dei prodotti. Il ricercatore ha concluso che tra il 94 e 100% dei prodotti organici non contiene residui di pesticidi e che gli ortaggi contengono circa il 50% in meno di nitrati. La ricerca ha anche messo in evidenza che non esistono differenze significative nei livelli di micotossine tra cereali biologici e cereali convenzionali.

Fonte: Food Navigator; Nutritional quality an safety of organic food. A review; I prodotti-biologici-e-convenzionali-alimentazione-salute-e-la-ricerca-scientifica.

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21 June 2009

Il falcarinolo e i topi BDIX

Diciamo che è la settimana del falcarinolo, ecco alcuni titoli apparsi ieri on line :

-Carote per combattere il tumore Il Tempo

-Le carote? Meglio non tagliarle Corriere.it

I soliti titoli sensazionali, ma ho cercato comunque di approfondire l’argomento e sono arrivata al sito di NutrEvent,una conferenza su salute e nutrizione che si è svolta a Lille (Francia). In occasione dell’evento sono stati anticipati i risultati di uno studio che ha dimostrato che durante la cottura delle carote, i livelli di alcuni fitonutrienti dimininuiscono. Niente di nuovo, ma stavolta tra i composti particolare attenzione è stata riservata ai livelli di falcarinolo, una molecola che già da diversi anni è studiata per le sue proprietà protettive da diversi gruppi di ricerca, tra cui quello diretto dalla Dr. Kirsten Brandt della University of Newcastle upon Tyne (UK).

Kirsten Brandt

I ricercatori hanno scoperto che le carote bollite intere contengono il 25% di falcarinolo in più di quelle tagliate prima della cottura. Esperimenti successivi condotti sui ratti hanno dimostrato un minor numero di lesioni nel colon dei ratti a cui erano state somministrate le carote cucinate intere. I ratti su cui è stato condotto lo studio, sono ratti predisposti geneticamente ad ammalarsi di cancro al colon.


Cos’è il falcarinolo?

falcarinolo
E’ uno dei numerosi fitonutrienti sintetizzato nelle piante. E’ un composto alifatico bioattivo a 17 atomi di carbonio. Si tratta di una delle sostanze che la pianta sintetizza per difendersi da funghi, batteri. In particolare la sua presenza è descritta nelle Apiaceaee, il falcarinolo è presente anche nel prezzemolo e sedano. Alcuni studi hanno dimostrato che i suoi livelli variano tra diversi tipi di carote, il falcarinolo è presente a concentrazioni comprese tra 0.70 to 4.06 mg/100 g.


Il falcarinolo è un composto biodisponibile?
Si, lo hanno dimostrato ricerche recenti condotte su un gruppo di soggetti a cui era stata somministrato succo di carote a diverse concentrazioni (4, 8 and 12 mg falcarinol). I livelli di falcarinolo nel sangue raggiungevano circa 1 and 2.5 ng/ml plasma dopo 2 ore.

Per quanto riguarda gli effetti sull’uomo, in passato è stato descritto come una sostanza tossica, ma questo effetto dipende ovviamente dalle elevate concentrazioni. Possiamo quindi includere il falcarinolo tra le molecole sintetizzate in natura, ma non per questo è automaticamente benefica e priva di effetti indesiderati. Il falcarinolo sarebbe letale se mangiassimo 400 kilogrammi di carote, assai improbabile. A livelli molto piu’ bassi, al contrario il falcarinolo viene descritto come una sostanza protettiva.

Già nel 2005, il gruppo di ricerca della Dr. Kirsten Brandtaveva pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry alcuni dati sulla presenza del falcarinolo nelle carote e i suoi effetti sulla formazione di lesioni nei ratti trattati con diverse preparazioni contenenti falcarinolo. I ratti su cui è stato condotto il nuovo studio, sono lo stesso modello sperimentale, un modello animale di carcinogenesi chimica (induzione di carcinoma-colorettale in ratti BDIX trattati con azoxymetano (AOM).

Quindi io invito alla prudenza e a evitare titoli sensazionali.

Per saperne di piu’:

Bioactive polyacetylenes in food plants of the Apiaceae family: Occurrence, bioactivity and analysis

-Inhibitory effects of feeding with carrots or (-)-falcarinol on development of azoxymethane-induced preneoplastic lesions in the rat colon.

Bioactivity of falcarinol and its content in carrots

-Che-cos’è naturale. Introduzione

- Sciencedaily.com

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8 May 2009

A Cesena si avvicina il Food-Omics

Il mese di maggio è ricco di appuntamenti, a Cesena parteciperemo alla Conferenza Internazionale Food Omics (28-29 Maggio 2009) che si terrà presso il Campus della Facoltà.

Il programma lo trovate qui. Se siete interessati a questo link trovate le istruzioni per iscrivervi.

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19 December 2008

Il riso transgenico non convince?

Il riso è tra i cereali il cui patrimonio genetico è stato studiato e caratterizzato. Su Nature è apparso un articolo che spiega che altre tecniche di ingegneria agricola applicate al riso, offrono più possibilità all’ambiente e alla società. L’autore dell’articolo è Josef Settele che spiega come le tecniche agricole di “ecological engineering” consentano di controllare più efficacemente i parassiti e di evitare gli insetticidi almeno nella coltivazione del riso. Gli studi, condotti presso l’International Rice Research Institute delle Filippine, dimostra che a differenza degli OGM le coltivazioni condotte a ingegneria ecologica salvaguardano l’indipendenza economica dei coltivatori (che invece con gli OGM sono legati per contratto a chi fornisce le sementi, i diserbanti e gli insetticidi).

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15 December 2008

Premio Ricerca SINU 2008

lipoprotein

Il tema del danno ossidativo è uno degli argomenti di ricerca su cui lavoriamo da tanti anni. Il Consiglio Direttivo della Società Italiana di Nutrizione Umana – SINU in occasione del convegno annuale “Invecchiamento e longevità: evidenze in campo nutrizionale” ha ritenuto il nostro contributo: “HDL, DANNO OSSIDATIVO E PARAOXONASI: QUALE RUOLO NELL’INVECCHIAMENTO?” meritevole e ci è stato assegnato il premio Ricerca SINU.

E’ il terzo anno che il premio ci viene assegnato. Io e Tiziana siamo davvero orgogliose dell’attenzione che è stata riservata al nostro lavoro.

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