Nutrimenti

Archivio di April 2008

19 April 2008

I Lipidi: Caratteristiche strutturali e funzionali

I lipidi sono una famiglia eterogenea di composti organici prodotti dglia organismi viventi e con la caratteristica di essere idrofobici. I lipidi considerati a livello fisiologico e nutrizionale, si possono distinguere in lipidi semplici e complessi. I primi hanno una funzione essenzialmente energetica e protettiva e sono rappresentati dai trigliceridi; i secondi sono rappresentati essenzialmente dai fosfolipidi, dai glicolipidi e dal colesterolo che partecipano alla composizione delle membrane biologiche. Alcuni lipidi sono precursori di molecole biologicamente attive come prostaglandine, leucotrieni e tromboxani. Inoltre alcune molecole derivate dai lipidi partecipano alla trasduzione del segnale attraverso la membrana cellulare e modulano l’espressione genica (tabella 1). continua

Nessun Commento »

18 April 2008

Lo sciroppo di glucosio-fruttosio

derrivati del mais

Magari guardando un campo di mais non vi vengono in mente subito l’amido, l’etanolo, vitamine e altre molecole come lisina, triptofano e dolcificanti come fruttosio e sciroppo di glucosio-fruttosio. Sono solo alcuni derivati del mais insieme ai mangimi e all’olio. La produzione di maltodestrine e di vari tipi di sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio (HFCS) a partire dall’amido di mais, potrebbe essere definito uno dei più grandi successi nel settore dell’industria saccarifera degli ultimi decenni.

Qualche cenno storico. Nel 1811 il chimico russo G.S.C. Kirchoff scoprì un processo per produrre destrosio e altri dolcificanti utilizzando l’amido di patata sottoposto a una soluzione debole di acido solforico. Negli Stati Uniti questo metodo fu adattato all’amido di mais a metà del 1800 e i primi impianti furono costruiti a Buffalo, New York, nel 1866. Oltre all’acido solforico, l’amido può essere idrolizzato anche utilizzando acido cloridrico.
A proposito di acidi inorganici e di acido cloridrico, abbiamo sentito già parlare a proposito dell’inchiesta sul vino di qualche giorno fa, ricordate?

L’drolisi dell’amido di mais utilizzando acidi inorganici, proseguì fino al 1967, quando si iniziarono ad usare anche degli enzimi. Questo permise di abbreviare notevolmente i tempi di lavorazione che all’inizio richiedeva numerosi giorni.

Il 1970 è una data importante perchè è l’anno in cui si iniziò a diffondere l’impiego dell’amido di mais e derivati, nell’industria alimentare. L’amido veniva elaborato e raffinato dal mais utilizzando una serie di tappe che includevano la macerazione, la macinazione e successivi processi di separazione.

Gli enzimi utilizzati per idrolizzare l’amido sono diversi: l’alfa amilasi permette di ottenere sciroppi con un contenuto di circa 10-20% di glucosio. Un ulteriore trattamento con l’enzima gluco-amilasi porta a rese del 93-96% di glucosio. Con processi simili si ottengono anche maltodestrina e destrosio. L’alfa-amilasi è prodotta a livello industriale utilizzando una specie batterica (Bacillus sp.) mentre per la gluco-amilasi si utilizza una specie fungina: l’Aspergillus.

L’utilizzo dell’enzima gluco-amilasi iniziato negli anni quaranta ha permesso di ottenere sciroppi con una percentuale elevata di glucosio. Tuttavia alcuni aspetti ne hanno impedito una ampia utilizzazione come dolcificante per l’ industria e sostituto dello zucchero. Il glucosio ha infatti una dolcezza circa il 70% se confrontato con il saccarosio. Il Fruttosio è del 30% più dolce del saccarosio ed è piu’ solubile.

Il progredire delle tecnologie alimentari e l’uso di enzimi immobilizzati, tra cui la glucosio isomerasi, hanno portato alla commercializzazione di sciroppi di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS). Per molti scopi, uno sciroppo di fruttosio al 42% è piu’ che soddisfacente per l’uso alimentare, ma non soddisfa alcuni criteri di qualità dei produttori di bibite. Per le cole, è richiesto uno sciroppo con circa il 55% di fruttosio. E’ per questo che sono stati messi a punto altri processi (cromatografia su colonne di zeoliti o resine a scambio cationico) per permettere di avere sciroppi a concentrazioni piu’ elevate di fruttosio e separare altri componenti. Gli sciroppi di mais ad alto contenuto in fruttosio sono classificati in base alla sua concentrazione (42%, 55%, 90%).

Le compagnie che controllano l’85% del mercato e del business degli sciroppi di mais si contano sulle dita di una mano: l’ Archer Daniels Midland, la Cargill, la Staley Manufacturing Co. e la CPC International.

Lo sciroppo di glucosio-fruttosio prodotto utilizzando amido di mais e enzimi, può essere etichettato come un dolcificante naturale? la battaglia che ha coinvolto raffinatori di mais da una parte e associazioni di consumatori dall’altra, ha portato alla decisione della Food Drug Administration (FDA). Sebbene glucosio e fruttosio esistano in natura, la produzione degli sciroppi a partire dall’amido, e l’ uso di acidi inorganici e/o enzimi, ha portato la FDA ad esprimere un parere negativo.

Altri prodotti derivati dal mais? basta dare uno sguardo al sito della Corn.org, e guardate qui.

Troviamo lo sciroppo di glucosio-fruttosio in molti prodotti alimentari (dolci, cereali, biscotti, snacks e yogurth,sport drinks,ketchup…ecc…) e come mostra il grafico, i consumi di questo dolcificante sono notevolmente aumentati.

Sui dati contrastanti del consumo di fruttosio e di HFCS sul metabolismo glucidico e se siano in qualche modo coinvolti nella insorgenza di patologie dismetaboliche, parleremo prossimamente.

consumo di dolcificanti negli USA

Da leggere: HFCS facts, Nutraingredients, Corn.org.

2 Commenti »

16 April 2008

The molecule of the day

Oggi ho scoperto questo sito The molecule of the day in cui si trovano dettagli sulle caratteristiche strutturali e funzionali di alcune molecole, suddivise in categorie diverse (medicina, Biologia,ecc..). C’è anche la sezione Food e allora il sito finisce nel nostro blogroll.

Nessun Commento »

14 April 2008

Metabolismo degli acidi grassi essenziali

Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) comprendono acidi grassi essenziali (EFA), l’ acido γ-linolenico (C18:2) e acido α-linolenico (C18:3). Gli EFA sono suddivisi in due classi, ω-3 ed ω-6, a seconda della posizione del loro primo doppio legame nella porzione metilica della molecola.Essi sono essenziali sia per gli animali che per l’uomo in quanto sono assenti enzimi in grado di introdurre doppi legami in posizione 3 e 6 a partire dal gruppo metilico terminale e pertanto devono essere introdotti con la dieta. Le principali fonti alimentari di acidi grassi ω-3 e o ω-6 sono gli oli vegetali. Gli acidi grassi ω-3 a lunga catena sono presenti in dosi elvate nei pesci ad alto contenuto di grassi e nei mammiferi marini (Tabella)
Gli acidi grassi ω-6 ed ω-3 sono componenti fondamentali delle membrane plasmatiche; inoltre, la loro trasformazione metabolica dà origine molecole biologicamente attive come eicosanoidi, prostaglandine e tromboxani.
L’ acido linoleico e l’acido linolenico sono capostipiti della serie di acidi grassi ω-6 e ω-3 (Figura). In particolare dall’acido linoleico (C18:2 ω-6) deriva l’acido arachidonico (ω-6, C20:4, Δ5,8,11,14) attraverso processi enzimatici di desaturazione (aumento del numero di doppi legami) ed elongazione (aumento del numero di atomi di carbonio). Analogamente dall’acido linolenico (C18:3 ω-3) derivano l’acido eicosapentaenoico (EPA) (ω-3, C22:6, Δ 5,8,11,14,17) e l’acido docoesaenoico (DHA) (ω-3, C22:6, Δ4,7,10,13,16,19) (Figura).
E’ importante sottolineare che questi processi sono catalizzati dagli stessi enzimi denaturasi ed elongasi, pertanto, le due famiglie di acidi grassi polinsaturi ω-3 e ω-6 competono per lo stesso sistema enzimatico.
L’enzima Δ-6-desaturasi rappresenta una barriera per ambedue le serie ω-6 ed ω-3 trasformando l’acido cis-linoleico in acido γ-linolenico e l’acido α-linolenico in acido stearidonico (C18:4 ω-3). L’attività catalitica dell’enzima è inibita o bloccata da: grassi saturi, acidi grassi trans derivati dalla trasformazione degli oli vegetali, l’iperglicemia, l’alcool, l’invecchiamento, l’adrenalina (azione mediata da β-recettori), i glucocorticoidi, una dieta ipoproteica, i virus oncogeni, le radiazioni ionizzanti.
Solo recentemente sono stati chiariti i passaggi che portano alla sintesi del DHA a partire dal EPA (20:5, ω-3). Questa via passa attraverso la formazione di DPA (22:5 ω-3) (acido docosapentaenoico) catalizzata da una elongasi. Il DPA viene convertito in DHA dall’enzima Δ4-desaturasi (Figura). E’ stata descritta anche un’ altra via di sintesi per il DHA che avviene sia nei perossisomi che nei mitocondri. L’EPA viene due volte elongato con formazione di un acido grasso a 24 atomi di carbonio (24:5 ω-3) che viene denaturato ad opera dell’enzima Δ6-desaturasi ( 24:6 ω-3 ). Questo composto viene convertito a DHA mediante un passaggio che coinvolge un ciclo di beta ossidazione ( Figura). Questo pathway è noto come Sprecher’s shunt.

Letture consigliate
Gli Acidi Grassi ω–3 ed ω–6: dalla biochimica all’applicazione clinica
n-3 Fatty acids and inflammatory response-biological background

4 Commenti »

12 April 2008

Scatti in laboratorio

Mosaico

Qualche scatto fotografico per anticipare che parleremo presto anche delle nostre attività di ricerca.

Nessun Commento »

11 April 2008

I carotenoidi dello Stafilococcus aureus

I carotenoidi sono molecole sintetizzate da molti organismi vegetali e presentano interessanti proprietà nutrizionali. La loro sintesi avviene anche in alcuni microrganismi, tra cui lo Stafilococcus aureus, uno dei batteri piu’ studiati e temuti per l’enorme diffusione dei ceppi multiresistenti agli antibiotici.
Una ricerca  ha evidenziato un ruolo dei carotenoidi che non era stato ancora investigato. Il  microrganismo per difendersi dall’attacco del sistema immunitario dell’ospite sfrutterebbe alcune molecole tra cui i carotenoidi. Questi composti grazie al loro ruolo antiossidante, contribuirebbero a difendere il batterio dall’attacco dei neutrofili  che rilasciano il perossido di ossigeno (acqua ossigenata) e radicali liberi.

Fonte: George Y. Liu, et al. Staphylococcus aureus golden pigment impairs neutrophil killing and promotes virulence through its antioxidant activity. © Rockefeller University Press, Published online, 2005, 202, 209-215.

Nessun Commento »

10 April 2008

Alimenti funzionali

Alimenti funzionali

:)

Nessun Commento »

8 April 2008

La biochimica della frittura

olio e frittura

Sul sito della Società Italiana di Nutrizione Umana, ho scoperto gli atti di un recente incontro sugli “Effetti Biochimici e Nutrizionali della Trasformazione degli Alimenti”.
Tra i relatori, un esperto lipidologo di cui ho già letto in passato, il prof. Giovanni Lercker. Per chi vuol saperne di piu’ sulle complesse trasformazioni che accompagnano la cottura degli alimenti, ecco il link agli atti e al suo intervento: “I lipidi:prevenire i danni da processo. Nuovi processi,nuove problematiche” (pdf). Se avete domande o curiosità, scriveteci!.

Nessun Commento »

7 April 2008

Amido modificato

amilosio

A lezione ho trattato i glucidi semplici e complessi. Ho affrontato gli aspetti nutrizionali e funzionali. Come sempre ho trattato anche argomenti legati alle tecnologie alimentari e mi sono soffermata sugli amidi modificati che sono ampiamente usati nell’industria alimentare.
L’amido è un polisaccaride di riserva contenuto in molti tipi di piante (mais, patata,tapioca, ecc..). L’amido che si ricava da queste fonti vegetali, non possiede le proprietà funzionali richieste in alcuni processi produttivi. Pertanto i granuli sono sottoposti a diversi trattamenti e si ottengono gli amidi modificati.

amido

I trattamenti servono a migliorare la performance dell’amido che viene modificato in modo mirato a seconda delle esigenze in modo da conferire particolari proprietà es. maggiore resistenza alla cottura, maggiore stabilità a acidi, a basse temperature. I prodotti in cui è inserito come ingrediente, hanno una maggiore resistenza alla cottura, sono piu’ stabili.

Tra i principali vi sono:

•Amidi modificati chimicamente: sono amidi di interesse alimentare modificati per via chimica o enzimatica. L’amido contiene infatti gruppi idrossilici che potenzialmente possono reagire con alcuni composti chimici Con uno o più trattamenti chimici, introducono nella molecola gruppi come acetato (acilazione), idrossipropilici (idrossipoprilazione), gruppi fosforici. L’amido idrossipropilato è formato dalla reazione dell’amido con l’ossido di propilene. Ci sono anche degli amidi ottenuti trattando l’amido con agenti funzionali che permettono la formazione di legami etere o estere con i gruppi idrossilici del’amido (cross-linked starches)

>•Amidi modificati con trattamenti fisici, mediante azione del calore o per azione meccanica.

>•Amidi modificati con trattamento enzimatico L’amido è sottoposto a idrolisi parziale con aumento della solubilità in acqua.

Il “Decreto Ministeriale 3 Maggio 1971” disciplina l’utilizzo degli amidi modificati destinati all’alimentazione umana. E’ stato stabilito che la dose giornaliera ammessa è “senza limiti” tuttavia la designazione amidi modificati deve riportare l’indicazione della sua origine vegetale specifica.

Elenco di alcuni amidi modificati utilizzati come additivi (emulsionanti, addensanti) nell’industria alimentare:

1400 Destrine
1404 Amido ossidato
1410 Fosfato di amido
1412Fosfato di diamido
1413 Fosfato di diamido fosfato
1414 Fosfato di amido acetilato
1420Amido acetilato
1422 Adipato di diamido acetilato
1422 Amido idrossipropilato
1442 Fosfato di diamido idrossipropilato
1450 Ottenilsuccinato di amido

Da leggere: Amido e derivati ; Recent advances in application of modified starches for breadmaking, Megumi Miyazakia, Trends in Food Science & Technology (2006)

7 Commenti »