Nutrimenti

1 September 2010

Convegno “Celiachia e Nutrizione: dalla ricerca di base alla pratica clinica”

In questi giorni con la Dr.Letizia Saturni, specialista in Scienze dell’Alimentazione e curatrice del seguitissimo blog Not Only gluten free sono impegnata nella segreteria organizzativa e scientifica del convegno “Celiachia e Nutrizione: dalla ricerca di base alla pratica clinica”, che si terrà ad Ancona il 24 settembre 2010 presso la nostra facoltà.
La celiachia è una intolleranza permanente al glutine, geneticamente predeterminata: nei soggetti affetti da questa patologia, l’introduzione di glutine, contenuto nel frumento, nella segale e nell’orzo, procura una enteropatia immuno-mediata associata a disturbi intestinali ed extraintestinali. In Europa circa l’1% della popolazione è affetta e la disponibilità di esami ematochimici molto sensibili (anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA e antiendomisio) ha permesso di far affiorare almeno in parte, l’ ”Iceberg Celiaco” che solo venti anni fa risultava sommerso quasi completamente: Il numero di celiaci in Italia è di circa 60.000.

Ecco il Programma scientifico.

Si tratta di un evento formativo e gli ECM sono stati previsti per biologi, farmacisti, dietisti e medici.

La partecipazione è comunque gratuita e se siete interessati a partecipare scrivete un commento o inviate una mail.

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27 August 2010

Patate blue: aspetti nutrizionali

Sono tornata dalle vacanze con un paio di kg di patate blu-viola, gentilmente donate da un conoscente. Di questa particolare varietà di tuberi dal colore insolito, ne avevo parlato due anni fa su Trashfood a proposito del Sign. Christoph Gämperli, un ingegnere agronomo svizzero che aveva ottenuto i tuberi dal colore insolito incrociando patate della specie “Idaho Blue” con quelle più chiare “Parli”, caratteristiche della regione Prättigau nei Grigioni.
Potrebbero essere patate della varietà Vitelotte, coltivata fin dal 1850 in Francia. In Germania le chiamano patate tartufo e sembra che siano ottime anche per fare gnocchi o altri piatti. Esistono comunque altre varietà pigmentate come descritto in questo articolo.
A distanza di due anni dal mio post sono uscite delle pubblicazioni scientifiche che riportano dati sulle caratteristiche composizionali di questi tuberi particolari. Ho provato a cucinarle lessandole e a farne un tortino, questo è il risultato.

Il colore è dovuto a dei polifenoli come è stato dimostrato in recenti pubblicazioni scientifiche. E’ stato evidenziato inoltre (in modelli animali) che i polifenoli contenuti nei tuberi sono biodisponibili e dopo l’assunzione vengono assorbiti ed entrano in circolo.

Il sapore non è così diverso dalle comuni patate, sono piu’ farinose ma decisamente coreografiche. E voi le avete mai provate?

Da leggere la review interessante “Red and purple coloured potatoes as a significant antioxidant source in human nutrition.”

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6 August 2010

Food for Thought

Cosa succede nel cervello e nel nostro organismo quando siamo colti da un attacco di fame? Ci fanno da guida Dwayne Godwin e Jorge Cham con il loro fumetto che ha vinto la categoria Informational Posters and Graphics del 2009 Science and Engineering Visualization Challenge.

via

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4 August 2010

Alimenti e impatto ambientale


Come segnalato qualche tempo fa, abbiamo partecipato al convegno internazionale organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition.

La principale novità presentata durante il convegno è la Doppia Piramide : accanto alla piramide alimentare classica, in cui gli alimenti sono classificati in base al loro effetto sulla salute, è stata inserita un’altra piramide con i vertici sui lati opposti. In questa nuova piramide gli alimenti sono classificati in funzione del loro impatto sull’ambiente. L’impatto ambientale, ossia l’ impronta ecologica dell’ alimento è calcolato nel suo intero arco di vita (dalla coltivazione/estrazione delle materie prime, alla lavorazione, al trasporto, alla distribuzione e allo smaltimento degli scarti) in relazione, prevalentemente, alle emissioni di gas serra (Carbon Footprint), uso delle risorse idriche (Water Footprint) e uso del suolo (Ecological Footprint).

Confrontando le due piramidi si può osservare che gli alimenti per i quali è consigliato un consumo più frequente (frutta e verdura di stagione) sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori e viceversa gli alimenti di cui si raccomanda un consumo limitato sono anche quelli che hanno maggiore impatto sull’ambiente (carne rossa).

Prova a calcolare l’impatto ambientale della tua alimentazione !

Vedi le principali presentazioni del convegno

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25 July 2010

I superfood al supermercato

Li chiamano Superfood, e sono vegetali con particolari proprietà nutrizionali. Sono il frutto di anni di ricerca agronomica, ricerca finalizzata ad ottenere ortaggi che contengono livelli maggiori di alcuni fitonutrienti e antiossidanti. Alcuni non sono ancora una realtà commerciale e crescono per ora nelle serre di qualche centro di ricerca, altri sono già una realtà.

Pioniere in Europa è stata la catena GDO Sainsbury che con una campagna pubblicitaria adeguata lanciò nel 2002 Purple Haze, una carota di colore viola, ricca non solo di beta carotene ma anche di antociani.

http://www.damseeds.ca/

Nel 2004 la stessa catena ha immesso sugli scaffali il pomodoro Maxantia, un black tomato piu’ ricco di antociani e di vitamina C rispetto ai pomodori piu’ conosciuti. Nonstante il prezzo decisamente elevato, si parla di circa 10 euro al kg, i consumatori apprezzarono la novità.

Nel 2008 è arrivato Bimi, frutto di un incrocio tra un cavolo cinese e un tipo di broccolo. ” It is a long slim, elegant-looking vegetable, rich green in colour – even when cooked.”

Sempre nel Regno Unito sono in vendita i BroccoSprouts® e i Sprout Blends sviluppati da scienziati della Johns Hopkins University School of Medicine,che sulla base di dati di laboratorio, dimostrano di possedere livelli maggiori di antiossidanti e di sulforafane se confrontati con le comuni varietà di broccoli.

I Booster BroccoliTM in vendita in nuova Zelanda e di cui avevo parlato tempo fa, non sembrano avere avuto un grade successo al punto che l’azienda produttrice ha deciso di toglierli dagli scaffali in attesa di ripensare ad una adeguata campagna di comunicazione per sostenere il prodotto e convincere i consumatori all’acquisto, nonostante il prezzo maggiore dei Booster BroccoliTM. Ecco la sua confezione.

http://www.vgavic.org.au/

Di esempi se ne contano anche in Italia. Ancora un pomodoro è l’oggetto della attenzione. Il «superpomodoro», così è stato ribattezzato è nato da un progetto condotto da ricercatori napoletani del Cnr che hanno realizzato la nuova varietà dall’innesto di semi di San Marzano e il pomodoro Black Tomato. Il progetto presentato nel 2010, è supportato dalla Provincia di Napoli e dalla Coldiretti. Grazie all’impegno dell’assessorato all’Agricoltura, che ha stanziato 10 mila euro, partirà anche con la coltivazione su larga scala del nuovo pomodoro. Attendiamo quindi il prossimo raccolto.

Altri articoli sul tema:

Carrots: the future is purple

Supermarket-enters-the-black-tomato-market.html

booster_the_super_broccoli.

Broccoli arcobaleno

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12 July 2010

Seed, PepsiCo e la credibilità dei blogger-scienziati ai tempi della rete

Scienceblogs logo

Alla fine Seed ha fatto un passo indietro e ha annunciato che il blog della PepsiCo all’interno del network ScienceBlogs,non proseguirà.

Breve riassunto per chi non conoscesse i precedenti della notizia.

SEED è una rivista proprietaria di ScienceBlogs, un network costituito da circa 80 bloggers ricercatori e scienziati di vari settori. Tutti ricercatori e professionisti che lavorano prevalentemente in USA. Ricercatori che amano comunicare le loro ricerche con un vasto numero di lettori. I contenuti sono pagati da Seed e i fondi derivano dalla pubblicità.

La settimana scorsa, SEED ha annunciato a tutti i bloggers del network che la PepsiCO avrebbe aperto un blog, anche il nome era già pronto: “Food frontiers“, Ricercatori che lavorano alla PepsiCo avrebbero scritto articoli su temi nutrizionali e salute. Un evidente conflitto d’interessi denunciato da alcuni bloggers tra i piu’ influenti. Food Frontiers è già attivo come corporate blog della Pepsico. Perchè aprirne uno nuovo su ScienceBlogs?
Da parte di numerosi blogger del network tra cui i piu’ conosciuti come Brian Switek e Rebecca Skloot, non si sono fatte attendere le reazioni negative con post molto critici che hanno fatto emergere che l’ingresso di Food frontiers avrebbe inevitabilmente fatto perdere la credibilità dell’intero network. Alcuni dei bloggers tra cui Brian Switek e David Dobb. hanno annunciato la chiusura dei loro spazi.

In pochi giorni SEED ha visto crollare la sua reputazione con numerose critiche alla sua scelta editoriale.

Cito queste righe divulgate dall’American Society of Magazine Editors, e diffusa dal Knight Science Journalism sulla necessità di segnalare i contenuti dei post con la dicitura “PAID FOR CONTENT”.

For magazines to be trusted by consumers and to endure as brands, readers must be assured of their editorial integrity.Editorial-looking sections or pages that are not produced by a magazines editors are not editorial content. They should be labeled Advertisement, Special Advertising Section or Promotion at the top of every page in type as prominent as the magazines normal body type.
Advertisers should not pay to place their products in editorial pages nor should they demand placement in return for advertising.
The bottom line is that if you’re going to mix marketing with science journalism (or, really, any journalism worth its salt), then you’d better be damn sure to clarify that the commercial content is just that: PAID FOR CONTENT.

Dopo qualche giorno, Adam Bly, Seed’s CEO, ha annunciato la decisione: Food frontiers fuori dal network. Ecco il testo della mail spedita ai bloggers:

We have removed Food Frontiers from SB.

We apologize for what some of you viewed as a violation of your immense trust in ScienceBlogs. Although we (and many of you) believe strongly in the need to engage industry in pursuit of science-driven social change, this was clearly not the right way.

How do we empower top scientists working in industry to lead science-minded positive change within their organizations? How can a large and diverse online community made up of scientists and the science-minded public help? How do companies who seek genuine dialogue with this community engage? We’ll open this challenge up to everyone on SB and beyond in the coming days so that we can all find the right solution.

Una sua lettera in cui cerca di giustificare la sua scelta è stata pubblicata sul Guardian.

Resta l’episodio, tutto da analizzare per le sue possibili ricadute.

Alcune delle reazioni sulla vicenda:

- Seed-editorial-independence

- _ A Pepsi induced_hiatus

- A food blog I cant digest

- Culture dish doesnt live here

- Scienceblogs-trashes-its-bloggers-credibility

Fonte immagine

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11 July 2010

Settimana nazionale di mobilitazione delle Università

L’Università è in fermento!
Contro il DDL 1905 sull’Università che l’Aula del Senato si appresta a discutere e sulla Manovra finanziaria che colpisce pesantemente l’Università e coloro che vi operano, i ricercatori, i docenti, gli studenti e il personale amministrativo hanno indetto una settimana di mobilitazione nazionale dal 5 al 9 luglio.

In questa settimana professori e ricercatori universitari hanno sospenso le sessioni d’esame.

Molti ricercatori hanno inoltre deciso di astenersi dai compiti didattici (non obbligatori per legge) compromettendo in modo significativo l’organizzazione dell’offerta formativa e si stanno organizzando altre iniziative di protesta.

Su questo argomento è stato pubblicato un interessante articolo sulla rivista Nature: Strikes could ‘break’ Italy’s universities

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26 June 2010

Prossimo appuntamento

Ecco il nostro prossimo appuntamento:
ALIMENTAZIONE E AMBIENTE: SANO PER TE, SOSTENIBILE PER IL PIANETA” a Milano il 29 Giugno.
A presto i nostri commenti !

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19 June 2010

Le betalaine

Le betalaine sono pigmenti di colore rosso e giallo. Essi sono spesso presenti nei petali dei fiori, ma possono trovarsi anche nei frutti e vegetali.
Ad esempio il colore rosso della barbabietola e del fico d’india è dovuto alla presenza delle betalaine. Le betalaine si dividono in due categorie: le betacianine (betanidina ,betaina, isobetanina,isoprebetanina ) che sono pigmenti rosso porpora e le betaxantine (vulgoxantina I e II) meno comuni, che sono pigmenti giallo-arancioni.
Le betalaine estratte dalla barbabietola, costituite per circa il 90% da betacianine vengono utilizzati dall’industria alimentare come colorante (E162). Sebbene siano di colore simile alle antocianine (anche essi pigmenti presenti in frutta e vegetali , utilizzati come coloranti per alimenti), le betalaine si differenziano da queste in quanto sono difficilmente influenzate dal pH nell’intervallo proprio degli alimenti e sono abbastanza stabili nelle condizioni incontrate nei processi delle trasformazioni alimentari. Pertanto, questi pigmenti stanno diventando sempre più comuni quali coloranti per prodotti caseari e dessert (se contrallate l’elenco degli indredienti degli alimenti, vedrete che molto diffuso), ma per l’instabilità al calore a pH neutri non possono essere usati in torte e prodotti da forno. Infatti, se riscaldate in presenza di aria , le betalaine si degradano formando dei composti marroni.
L’interesse nei confronti di questi composti è cresciuto dal momento che le betalaine sono state identificate come sostanze che possono esercitare effetti positivi sulla salute dell’uomo.
Le betalaine hanno, infatti, mostrato una notevole attività antiossidante e antiinfiammatoria.
I primi studi che hanno investigato l’attività antiossidante di questi pigmenti sono stati condotti utilizzando estratti di barbabietola rossa. Successivamente, sono state studiate betalaine estratte anche da altri fonti come fico d’india o dalle piante della famiglia Amarantacee.
E’ stato dimostrato che le betalaine contenute nel fico d’india vengono assorbite nell’intestino umano e che successivamente nel circolo sanguigno si trovano incorporate nelle lipoproteine (LDL) e nelle membrane cellulari dei globuli rossi. Le lipoproteine e i globuli rossi arricchiti in betalaine risultano, rispettivamente, più resistenti all’ossidazione e meno sensibili all’emolisi. Questi risultati indicano che questi pigmenti sono biodisponibili ed efficaci nel proteggere il nostro organismo dall’attacco dei radicali liberi.
Studi condotti su modelli animali hanno riportato che assunzione di betalaine è efficace nella protezione contro lo sviluppo di tumori alla pelle e al fegato. Inoltre, è stato dimostrato che le betalaine sono in grado di stimolare l’attività di enzimi epatici coinvolti nella detossificazione di sostanze potenzialmente tossiche per l’organismo.

Proprio per queste proprietà, il fico d’india e le betalaine in esso contenute sono utilizzate per la formulazione di bevande salutistiche come la “Nopalea” (che ha un bel sito e numerosi video in cui vengono elogiati tutti i potenziali effetti benefici).
Non è ancora disponibile nei mercati italiani……….ma qualcuno l’ha già assaggiata?

Qualche riferimento bibliografico per chu vuole saperne di più…..

Escribano J et al. Characterization of the antiradical activity of betalains from Beta vulgaris L. roots . Phytochem. Anal. 19989: 124–7.

Butera D et al. Antioxidant activities of sicilian prickly pear (Opuntia ficus indica) fruit extracts and reducing properties of its betalains: betanin and indicaxanthin. J Agric Food Chem. 2002 50:6895-901.

Tesoriere L et al. Distribution of betalain pigments in red blood cells after consumption of cactus pear fruits and increased resistance of the cells to ex vivo induced oxidative hemolysis in humans. J Agric Food Chem. 2005 53:1266-70.

Tesoriere L et al. Absorption, excretion, and distribution of dietary antioxidant betalains in LDLs: potential health effects of betalains in humans. Am J Clin Nutr. 2004;80:941-5.

Tesoriere L, Butera D, D’Arpa D, Di Gaudio F, Allegra M, Gentile C, Livrea MA. Increased resistance to oxidation of betalain-enriched human low density lipoproteins. Free Radic Res. 2003 Jun;37(6):689-96.

Lu X et al . Radioprotective activity of betalains from red beets in mice exposed to gamma irradiation. Eur J Pharmacol. 2009 Aug 1;615(1-3):223-7.

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27 May 2010

Convegno: Acidi Grassi omega 3, CLA e antiossidanti

Nei giorni 24-26 Giugno 2010 presso l’ Aula Magna della Facoltà di Agraria si terrà il convegno nazionale. “Acidi Grassi omega 3, CLA e antiossidanti”. Il programma è denso di interventi di potenziale interesse pe tutti coloro che si occupano di filiere produttive e composizione degli alimenti.

Ecco il programma definitivo per chi fosse interessato: Acidi Grassi omega 3, CLA e antiossidanti.

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